I registi

Giandomenico Giagni

Nasce a Potenza l’8 luglio 1922.Giandomenico Giagni Compie gli studi giovanili a Potenza e si iscrive a Roma alla facoltà di Architettura. Dopo l’esperienza della chiamata alle armi, tornato nella sua città, avvia la sua attività poetica con la pubblicazione nel 1947 di poesie d’amore su “La fiera letteraria“. Inizia nel contempo a lavorare in Rai come “rumorista”. Non abbandona la sua attività di poeta e scrittore continuando a scrivere su  “Il costume” di Velso Mucci, su “Il mondo” di Mario Pannunzio. Frequenta registi come Franco Rossi e Virgilio Sabel, il pittore Antonio Scordia, i poeti Sinisgalli e De Libero, i maestri Ungaretti, Cardarelli, Saba, gli scrittori Vasco Pratolini, e Carlo Bernari. In RAI, dove lavora per trent’anni è autore radiofonico, riduttore di testi, curatore di rubriche sulla poesia, regista, documentarista, traduttore, sceneggiatore cinematografico. Muore il 9 marzo 1975.

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Beppe Navello
Beppe NavelloNato ad Acqui Terme nel 1948, consolida i suoi studi universitari letterari in Italia e in Francia. La sua formazione teatrale  avviene  all’interno del Teatro Stabile di Torino, accanto al regista Mario Missiroli, tra il 1977 e il 1981. Le sue  prime esperienze di regia teatrale sono messe a frutto su testi contemporanei : “Questa sera da Tosti” di Alberto Gozzi (Teatro Stabile dell’Aquila, 1983) e ” La casa dell’ingegnere”,  di Siro Ferrone  (Teatro Stabile di Torino, 1983). Inizia in quel periodo a collaborare con i programmi culturali di Radio Tre. Trova  delle intese professionali con l’Università di Torino, con la cattedra di Storia del Teatro della Facoltà di Scienze della formazione, con la quale promuove approfondimenti sul teatro borghese, con particolare attenzione alle poetiche di Pirandello e di Ibsen. La sua presenza nel panorama teatrale italiano è punteggiata di numerose attività e di molteplici successi: nel 1985 dirige Spettri di Ibsen (l’Aquila); nel 1985 inizia la sua attività di docenza alla Scuola del Piccolo Teatro di Milano;nel 1986 è nominato direttore del Teatro Stabile dell’Aquila e negli anni successivi si dedica a regie importanti quali “Sogno di Oblomov” di S. Faccone e ” I tre moschettieri” non ritraendosi dalla possibilità di sperimentare forme nuove di teatro come quello “a puntate”; tra il 1990 e il 1993 dirige il Teatro di Sardegna a Cagliari e firma la regia di Casa di bambola di Henrik Ibsen. La sua attività teatrale continua fino ai giorni nostri con dinamismo e creatività.

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